Con il Barolo? Ci mangio la panna cotta. Vini rossi e dolci: gli abbinamenti (im)possibili – Il Gusto

Il Gusto

La provocazione del Gusto: rompere gli schemi alla ricerca di nuovi sapori, unendo tradizione e creatività. Raffaella Bologna: provate la Barbera d’Asti con tarte tatin e crema inglese

Barolo con brasato? Non solo. Barbaresco e agnolotti. Ottimi, ma si può osare di più. Barbera e bollito? Squisiti, ma… I grandi rossi piemontesi, scendono in campo, con tutto il bagaglio di tradizione e aromi, pronti a misurarsi con una tavola inedita. E nella stagione dei dolci, alla vigilia del Carnevale (e di Grandi Langhe, 27 e 28 gennaio), accettano di mettersi alla prova con abbinamenti sperimentali, per non dire arditi. Sfida accettata. E in una fase di rinnovamento del vino, la provocazione è fatta.

Non solo rossi. E non solo vini fermi. Davide Gasperini, owner & business director di Cascina Gilli nell’Astigiano, punta su un’uva aromatica: «La nostra Malvasia di Castelnuovo Don Bosco è un’etichetta diventata iconica negli abbinamenti con l’alta pasticceria, con il suo bell’equilibrio tra carbonica, ricchezza zuccherina e spiccata acidità. Il sorso fresco e rinfrescante, persistente e saporito, la rende ben abbinabile a moltissimi dessert, tra cui la crostata ai frutti rossi grazie alla pasta frolla: pastosa e burrosa, ma dotata del giusto tocco di freschezza e persistenza. Amiamo gli abbinamenti semplici, per questo consigliamo di provare la nostra Malvasia anche con biscotti piemontesi di pasta frolla, con una coppa di fragole fresche della collina torinese: un connubio perfetto di dolcezza e aromaticità».

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